/ italiano

Moltitudine/classe operaia (2002)
Paolo Virno

Vi sono alcune analogie e molte differenze tra la moltitudine contemporanea e la moltitudine studiata dai filosofi della politica seicentesca. Agli albori della modernità, i “molti” coincidono con i cittadini delle repubbliche comunali anteriori alla nascita dei grandi Stati nazionali. Quei “molti” si avvalsero del “diritto di resistenza”, dello ius resistentiae. Tale diritto non significa, banalmente, legittima difesa : è qualcosa di più fine e complicato. Il “diritto di resistenza” consiste nel far valere contro il potere centrale le prerogative di un singolo, di una comunità locale, di una associazione di mestiere, salvaguardando forme di vita già affermatesi a tutto tondo, proteggendo consuetudini già radicate. +

italiano | , , | Comments closed

Invito ad una discussione radicale sul marxismo. Un primo repertorio di temi
Constanzo Preve

1. Prologo

Un invito all’apertura di una discussione radicale sul marxismo dovrebbe in teoria essere accolto con approvazione, piacere e gratitudine. Non è quasi mai così. La diffidenza è spesso la prima reazione. Si ha paura di una sorta di cavallo di Troia che vuole entrare con questo pretesto nelle mura delle nostre pigrizie e dei nostri pregiudizi, su cui abbiamo costruito un’identità, un’appartenenza, delle abitudini di militanza che crediamo stabili e che sono invece quasi sempre fragilissime e precarie. Eppure è ormai chiaro che le vecchie forme di marxismo costituitesi nel Novecento, non importa se maggioritarie o minoritarie, ortodosse o eretiche, ecc., non sono più in grado di rispondere alle nuove esigenze conoscitive ed interpretative di questo inizio di secolo XXI°, dalle nuove forme di potere capitalistico alle ragioni profonde del vergognoso crollo degli Stati e dei sistemi sociali del comunismo storico novecentesco, dalla cosiddetta globalizzazione alle nuove forme storico-antropologiche della soggettività individuale e collettiva, battezzata troppo spesso frettolosamente in termini di postmodernità. In estrema sintesi possiamo ricondurre queste difficoltà a tre ordini di ragioni, che voglio indicare subito in questo prologo. +

italiano | | Comments closed

Comunitarismo e Comunismo. Una riflessione storica e filosofica sui due termini
Constanzo Preve

1. Cerchiamo di affrontare il problema senza perifrasi, giri di parole, lunghe circonvallazioni, eccetera. Nel lessico politico italiano la parola “comunismo” è percepita come parola legittima, in quanto parola di “sinistra”, mentre la parola “comunitarismo” è percepita come parola assolutamente illegittima, in quanto parola non solo di destra, ma di estrema destra. In questo modo si attivano reazioni di tipo pavloviano, cioè riflessi condizionati, ed i riflessi condizionati sono nemici di qualunque riflessione razionale. Chi scrive ritiene che il dibattito teorico e filosofico sia sempre la reazione dello strumento razionale contro i riflessi condizionati. Tuttavia, anche i riflessi condizionati devono essere spiegati, perché hanno anch’essi un’origine storica. Non è allora sufficiente lamentarsi semplicemente per la loro esistenza. Bisogna “prendere il toro per le corna”, cioè affrontare il problema. Ogni presunta scorciatoia è un vicolo cieco ed una falsa illusione. +

italiano | | Comments closed

Dedicato a Georges Labica (1930-2009)
Costanzo Preve

Torino, febbraio 2009

Sul concetto di comunismo.
Il concetto impossibile di comunismo di Gianfranco la Grassa e della scuola althusseriana.
Per una ridefinizione di comunismo.

1. In una corrispondenza epistolare in rete con Attilio Mangano, pubblicata sul suo blog (cfr. ripensaremarx.splinder.com), Gianfranco La Grassa (d’ora in poi GLG) ammette apertamente di non potersi più dire “comunista”, di essere anticapitalista senza comunismo, e sostanzialmente di non avere più un concetto di comunismo. +

italiano | | Comments closed

Supercrisia e ipocrificialità
Comunità Comuniste

1. I maggiori gruppi del Parlamento Europeo si sono accordati per impedire al leader dell’estrema destra francese Jean-Marie Le Pen di presiedere, in quanto decano, l’apertura della nuova Assemblea che nascerà dalle elezioni europee di giugno. +

italiano | | Comments closed