La comunità terribile. Della miseria dell’ambiente sovversivo
Tiqqun

Genesi

oppure storia di una storia
C’è qualcosa della povera e breve infanzia,
qualcosa della perduta felicità che non si ritrova,
ma anche qualcosa della vita attiva di
oggi, della sua piccola vivacità incomprensibile
eppure sempre presente, e che non si saprebbe
come uccidere.
F. Kafka

…getta rose nell’abisso e dì: «Ecco il mio ringraziamento
al mostro che non è riuscito a
inghiottirmi!».
F. Nietzsche, Frammenti postumi

1.

«Quello che in un tempo fu compreso in un tempo fu dimenticato.
Al punto che nessuno si accorge più che la
storia è senza epoca. Di fatto non accade nulla. Non c’è
più l’evento. Ci sono solo notizie. Guardare i personaggi
a capo degli imperi. E rovesciare il motto di Spinoza.
Niente da comprendere. Solo da piangere, o da ridere».
M. Tronti, La politica al tramonto

1 bis.

Finito il tempo degli eroi. Scomparso lo spazio epico del racconto che ci piace dire e ci piace sentire, che ci parla di quel che potremmo essere ma non siamo. L’irreparabile è ormai il nostro essere-così , il nostro essere-nessuno. Il nostro essere Bloom1.
Ed è dall’irreparabile che bisogna partire, ora che il nichilismo più feroce è passato dalla parte dei dominanti. Bisogna partire perché «Nessuno» è l’altro nome di Ulisse, e perché non deve importare a nessuno di raggiungere Itaca o di fare naufragio.

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