/ Constanzo Preve

Invito ad una discussione radicale sul marxismo. Un primo repertorio di temi
Constanzo Preve

1. Prologo

Un invito all’apertura di una discussione radicale sul marxismo dovrebbe in teoria essere accolto con approvazione, piacere e gratitudine. Non è quasi mai così. La diffidenza è spesso la prima reazione. Si ha paura di una sorta di cavallo di Troia che vuole entrare con questo pretesto nelle mura delle nostre pigrizie e dei nostri pregiudizi, su cui abbiamo costruito un’identità, un’appartenenza, delle abitudini di militanza che crediamo stabili e che sono invece quasi sempre fragilissime e precarie. Eppure è ormai chiaro che le vecchie forme di marxismo costituitesi nel Novecento, non importa se maggioritarie o minoritarie, ortodosse o eretiche, ecc., non sono più in grado di rispondere alle nuove esigenze conoscitive ed interpretative di questo inizio di secolo XXI°, dalle nuove forme di potere capitalistico alle ragioni profonde del vergognoso crollo degli Stati e dei sistemi sociali del comunismo storico novecentesco, dalla cosiddetta globalizzazione alle nuove forme storico-antropologiche della soggettività individuale e collettiva, battezzata troppo spesso frettolosamente in termini di postmodernità. In estrema sintesi possiamo ricondurre queste difficoltà a tre ordini di ragioni, che voglio indicare subito in questo prologo. +

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Comunitarismo e Comunismo. Una riflessione storica e filosofica sui due termini
Constanzo Preve

1. Cerchiamo di affrontare il problema senza perifrasi, giri di parole, lunghe circonvallazioni, eccetera. Nel lessico politico italiano la parola “comunismo” è percepita come parola legittima, in quanto parola di “sinistra”, mentre la parola “comunitarismo” è percepita come parola assolutamente illegittima, in quanto parola non solo di destra, ma di estrema destra. In questo modo si attivano reazioni di tipo pavloviano, cioè riflessi condizionati, ed i riflessi condizionati sono nemici di qualunque riflessione razionale. Chi scrive ritiene che il dibattito teorico e filosofico sia sempre la reazione dello strumento razionale contro i riflessi condizionati. Tuttavia, anche i riflessi condizionati devono essere spiegati, perché hanno anch’essi un’origine storica. Non è allora sufficiente lamentarsi semplicemente per la loro esistenza. Bisogna “prendere il toro per le corna”, cioè affrontare il problema. Ogni presunta scorciatoia è un vicolo cieco ed una falsa illusione. +

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