/ Jean-Luc Nancy

The Ground of the Image
Jean-Luc Nancy

The Image—the Distinct

The image is always sacred—if we insist on using this term, which gives rise to so much confusion (but which I will use initially, and provisionally, as a regulative term in order to set into motion the thought I would like to develop here). Indeed, the meaning of the ‘‘sacred’’ never ceases to be confused with that of the ‘‘religious.’’ But religion is the observance of a rite that forms and maintains a bond (with others or with oneself, with nature or with a supernature). Religion in itself is not ordered by the sacred. (Nor is it ordered by faith, which is yet another category.) +

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Being singular plural
Jean-Luc Nancy

This epigraph is chosen quite deliberately. I run the risk of its seeming to lend itself to a certain Christian, idealist, and humanist tone, a tone in which it is easy to recognize those well-meaning virtues and values that have loosed upon the world all the things that have driven the humanity of our century to despair over itself, where these values are both blind to and complicit in this letting loose. +

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La Comunidad Inoperante
Jean-Luc Nancy

El testimonio más importante y el más penoso del mundo moderno, aquel que reúne tal vez a todos los otros testimonios que esta época se encuentra encargada de asumir, en virtud de quién sabe qué decreto o de qué necesidad (pues también ofrecemos testimonio del agotamiento del pensamiento de la Historia), es el testimonio de la disolución, de la dislocación o de la conflagración de la comunidad. +

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La ‘ritirata’ del politico
Philippe Lacoue-Labarthe e Jean Luc Nancy

La ‘ritirata’ del politico

Se oggi abbiamo chiesto di parlare, non è per fornire una valutazione accademica o un rapporto finale sul lavoro del Centro nel corso dell’ultimo anno; tanto meno si tratta di ‘riprendere le cose in mano’ e di ridisegnare i contorni di un’ortodossia. No; abbiamo chiesto di parlare semplicemente per rilevare la nostra posizione e il nostro orientamento, per capire dove ci troviamo riguardo alle questioni che erano, e restano, all’origine del Centro. Ci riferiamo, ovviamente, alle nostre questioni – quelle del Discorso di apertura – ma soltanto a condizione di fondere o includere in esse la maniera in cui sono state, a loro volta, fatte oggetto di discussione, oltre che alle nuove questioni cui hanno dato origine. Non vi è alcuna ortodossia in questo, tuttavia esiste una problematica reale, anche se è una problematica che investe il processo di formazione, che ricerca se stessa. Ed è su questo che oggi desideriamo tornare. +

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La nostra responsabilità: il comunismo di Blanchot
Lars Lyer

Agli occhi di coloro che credono di poter valutare l’attività e gli scritti di Maurice Blanchot, come pure di altri, sul modello della democrazia liberale, una parte o tutta l’opera di questo pensatore meriterebbe di essere messa al bando o difesa. Fra coloro, invece, che hanno accolto i suoi scritti come opere di critica, di letteratura e di fenomenologia, le accuse che gli vengono rivolte appaiono sorprendenti: perché mai, ci si chiede, il giornalismo politico di Blanchot durante la guerra e nel periodo fra le due guerre metterebbe in discussione i contributi del dopoguerra? +

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