/ Stefano Moracchi

L’attuazionismo in Sorel e il concetto di comunità
Comunità Comuniste

Introduzione

Le Riflessioni sulla violenza rappresentano uno sguardo lucido e appassionato sul tempo storico nel quale Sorel vive. Egli vi prende parte da una prospettiva particolare: quella di un uomo la cui esigenza è di coincidere con il proprio pensiero, di assumere una coerenza che non teme la contraddizione, di non disdegnare di ritornare più volte su un argomento per riformularlo o per arricchirlo d’ulteriori considerazioni. Sorel intende essere un uomo che rifiuta la mediocrità e non teme di essere considerato marginale. Egli è cosciente che il suo modo di procedere è costellato da limiti e da una mancanza di metodo inteso come ufficialità accademica. Preferisce rivolgersi ai suoi pochi lettori1 e correre i rischi che ciò comporta. Seguire un metodo, uno schema, significherebbe chiudersi dentro un cerchio dorato per impedire a fatti nuovi di disturbare l’edificio razionale. Il pensiero è sempre in costruzione. Esso rappresenta l’atto vitale nel quale imprevedibilmente l’irrazionale irrompe. Non ama gli intellettuali da qualsiasi parte politica provengano, in quanto il loro scopo è solo quello di ristabilire lo Stato, e il più delle volte di rafforzarlo, per farne un proprio oggetto, una conquista personale. +

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Attuazionismo
Stefano Moracchi

Credo che sia essenziale, alla chiarificazione concettuale filosofica e politica, la considerazione che all’inizio del novecento (ripeto: all’inizio del novecento!) l’esperienza marxista era data ormai come superata in quanto la realtà stessa dell’economia smentiva categoricamente l’analisi su cui Marx aveva poggiato la sua teoria, difatti la società, invece di ridursi a due classi che si fronteggiavano, vedeva la classe media estendersi e rafforzarsi. Ora, se queste considerazioni erano date per acquisite oltre cento anni addietro, che prospettive politiche ci sono per un rilancio o solo per un ancoraggio al comunismo? A mio modo di vedere nell’unica soluzione offerta da Sorel e cioè: il comunismo come mito. +

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